Juventus-Milan, Pioli: “Giochiamo contro la squadra più forte, ma si parte dallo 0-0. Ibra? Grande professionista”

Stefano Pioli ha parlato alla vigilia di Juventus-Milan. Nella consueta conferenza stampa settimanale, il tecnico rossonero è stato sollecitato dai giornalisti presenti nella sala stampa di Milanello su varie tematiche. Ecco le sue parole.

Negli ultimi otto anni si è creato un divario tra Juventus e Milan, non solo tecnico. Può questa partita dare la svolta?
“La classifica è lì e ci dice che siamo lontani dalla Juventus, ma le partite iniziano sullo 0-0 e si giocano in 11 contro 11. Le grandi sfide significano grandi opportunità. Giochiamo contro la squadra sicuramente più forte d’Italia e d’Europa ma dovremo giocare a testa alta”.

Quattro punti in quattro partite. La sensazione è che potessero essere il doppio, soprattutto senza errori individuali. Concorda?
“Sicuramente quattro punti sono pochi, ma questo è un rammarico che deve portarci a studiare meglio i particolari. Abbiamo giocato alla pari ma in alcuni episodi non siamo stati precisi. Sono esperienze che ci devono aiutare a crescere sul piano della prestazione. Domani sera non sarà affatto semplice, dovremo avere un livello tecnico più alto di quello visto nelle ultime partite. Con qualità e tecnica si può fare bella figura”.

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Una vittoria domani potrebbe cambiare la stagione del Milan?
“Parlare di svolta non è semplice, ma è chiaro che a livello mentale e psicologico fare bene domani sera vorrebbe dire tanto. Sarà una sfida difficilissima ma noi dovremo essere pronti a lottare, combattere e farci trovare presenti in ogni momento della gara”.

Si parla di un possibile cambio di modulo. Lo fa per la Juve o per altro?
“Credo che gli allenamenti siano fatti per delle situazioni: è una possibilità e capiremo se utilizzarla domani sera”.

Come sta Suso?
“Ha lavorato bene, ha fatto una buona settimana di lavoro ed è sicuramente disponibile per giocare”.

Un mese sulla panchina del Milan. Dal punto di vista teorico un profilo come Ibrahimovic potrebbe servire a questa rosa?
“Se iniziamo a parlare di mercato di gennaio già ora, la vedo dura. Ibra è un gran giocatore e un gran professionista. Punto”.

Suso ha chiesto pazienza ai tifosi. Lei cosa chiede?
“Di continuare a sostenerci come stanno facendo e come hanno fatto contro la Lazio. Ci sono stati vicini fino alla fine. Se c’è qualcuno che in questo Milan oggi non è in difetto, sono i tifosi. Noi dobbiamo onorare al meglio la loro carica e la fiducia della società”.

Il possibile passaggio alla difesa a 3 può essere la soluzione per dare equilibrio alla squadra?
“Bisogna andare oltre i numeri. Dobbiamo essere aggressivi, compatti, attenti. La Juve sa variare gioco in ogni momento della partita, poi io non credo ci sia un sistema di gioco migliore di altri ma che ci siano le caratteristiche giuste in base alla partita”.

Al netto dei risultati, tanti giocatori hanno esaltato pubblicamente il suo lavoro. La squadra è più serena ora? Può affrontare la Juve nel modo giusto?
“I giocatori se votano Pioli devono vincere. Insieme siamo più forti sicuramente e questo è ciò che conta. Si stanno allenando bene, ma deve essere sempre così. Siamo dei professionisti, giochiamo nel Milan. Se spingono per me, devono spingere al massimo in campo”.

Lei ha affrontato la Juve di Conte, quella di Allegri e ora quella di Sarri. Che squadra è?
“L’ho vista dal vivo a Parma e Firenze. Credo che solo in quelle due partite non sia stata così dominante sul campo come invece è diventata. Ha fatto un pò di fatica, ma era facile immaginarselo. Ora è una squadra completa. Le partite perfette non esistono, ma non esiste neanche la squadra perfetta. Dei punti deboli però ce li hanno anche loro. Hanno fisicità, qualità, sanno leggere le situazioni, attaccare e soffrire, ma noi con la nostra prestazione dovremo approfittare dei loro punti deboli”.

Fabio Capello ha spiegato che le altre squadre in Europa corrono più delle squadre italiane. Se la ricetta sembra chiara, perché in Italia non si corre più di quello che già si fa?
“Credo che a fare la differenza sia l’intensità. Non credo che all’estero si corra più di noi nel volume, ma nell’accelerazione. Credo che però ci sia una cultura diversa, in cui dobbiamo crescere tutti. Poi serve qualità. Il Liverpool ha vinto la Champions anche perché ha giocatori della qualità di Salah, Firmino e Manè. L’altra sera ho visto Atalanta-City. La squadra di Guardiola è fenomenale, tutti attaccano e difendono. Gli atteggiamenti in campo vengono prima delle qualità tecniche”.

Capello ha detto che solo Leao e Theo Hernandez sono da Milan. Lei che pensiero ha?
“Non sto qui a giudicare il pensiero di un grande intenditore di calcio come Capello. Io credo che abbiamo più di un ottimo giocatore in rosa”.

In questo mese di Milan ha percepito una mancanza di esperienza in organico?
“Siamo giovani ma non immaturi o inesperti. Nello spogliatoio ci sono ragazzi seri, professionisti. Reina, Suso, Biglia hanno esperienza, come Romagnoli. Lo stesso Donnarumma ha 20 anni ma è molto maturo. Sa come si lavora e per chi lavora. C’è la maturità giusta per fare bene le cose. Ci manca un pò di convinzione, che arriva solo attraverso i risultati”.

Questa squadra ha qualità sufficiente per arrivare ai traguardi posti?
“Io credo nei principi di gioco e nei concetti di gioco, poi credo che devo essere bravo a mettere i giocatori nelle condizioni di esprimere al meglio il loro potenziale. Dopo i numeri contano poco. L’intensità deve crescere, avviene attraverso sedute di qualità e tanto allenamento”.

A proposito di intensità, le chiedo di Rafael Leao. Non ha avuto un approccio dei migliori contro la Lazio, ci ha parlato in settimana?
“Ovviamente ci ho parlato e gli ho fatto vedere quello che ha fatto e non ha fatto domenica. Sa di non essere entrato in campo con lo spirito giusto, è un ragazzo giovane e credo abbia imparato la lezione”.

Mister, Gazidis ha definito una grande occasione la partita di domani. Il Milan di Pioli ha trovato una definizione per la sfida alla Juve?
“Sarà una grande opportunità con una grande sfida. Dovremo essere concentrati e attenti per 90 e passa minuti”.

Affrontate una grande difesa con attaccanti che non sono nel miglior momento. Cosa manca a Piatek per tornare quello di un anno fa?
“Innanzitutto dobbiamo fare in modo di arrivare nell’area avversaria quanto più possibile, riempiendo l’area e mettendolo in condizione di trovare spazi migliori per le sue qualità”.

Come sta Andrea Conti? Non sembra ancora inserito al meglio negli schemi.
“Credo che stia bene dal punto di vista fisico, ha fatto una buonissima partita con il Lecce in casa fino all’episodio del rigore. Deve essere molto più bravo a superare dal punto di vista mentale le difficoltà della gara. Lui è un difensore, in quel ruolo occorre stare dentro la partita con grande attenzione per 95 minuti”.

Mister, come si ferma Cristiano Ronaldo? In una scala tra i migliori della storia del calcio, dove lo pone?
“Dire come fermarlo è difficile: ha tiro, dribbling, colpo di testa. Parliamo di un fenomeno, chi lo marcherà dovrà essere molto attento e determinato. A lui basta davvero poco per farti male. Sicuramente è tra i migliori della storia del calcio con Maradona, Platini, Messi e Pelè. La sua media gol è impressionante, la sua ambizione anche. Ho letto le parole di Douglas Costa che ha detto una cosa bellissima su di lui: leggetela e mi direte”.

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