Shevchenko: “Pelle d’oca a San Siro. Gol contro la Juve? Vi svelo com’è andata”

Lo storico gol di Andrij Shevchenko in un Milan-Juve del 2001

Bellissima intervista di Andrij Shevchenko a Dazn, in cui l’ex fuoriclasse ucraino ha ripercorso i suoi anni d’oro al Milan. In rossonero Sheva ha vinto – tra le altre cose – uno scudetto e la storica Champions League del 2003, quando la squadra allora allenata d Ancelotti sconfisse in finale la Juventus di Marcello Lippi.

Sul suo arrivo in rossonero: “Ero felicissimo, fu un momento davvero speciale. C’è una bella storia sul mio numero, il 7. Ricordò che arrivò Ibrahim Ba e mi disse “se vuoi, ti lascio questo numero”. Io lo ringraziai e accettai; due giorni dopo mi chiamò un mio amico, che mi disse: “sai che in lingua ebraica sette si dice sheva?”. Io non potevo crederci. Lui mi disse che mi avrebbe portato fortuna e così è stato”.

Sul rapporto speciale con la tifoseria rossonera: “La gente del Milan è sempre nel mio cuore. Le emozioni provate sono indescrivibili. Ricordo che a San Siro, domenica dopo domenica, c’erano sempre più bandiere dell’Ucraina. Ogni volta che i tifosi cantavano avevo la pelle d’oca, erano emozioni speciali”.

Sulla vittoria più bella Sheva non ha alcun dubbio: “Sicuramente la finale di Manchester all’Old Trafford contro la Juventus. Quella era una squadra fortissima ed era la mia prima finale in Champions: è stata la partita più importante della mia carriera”.

Su Kakà: “Non ho mai visto nella storia del Milan un giocatore così perfetto, entrato immediatamente nei meccanismi di gioco. Dopo un solo allenamento capimmo che era un ragazzo speciale e che con lui avremmo fatto un salto di qualità. Ha cambiato la marcia del Milan in un momento in cui ne avevamo bisogno”.

Su Maldini: “È la storia del Milan: un grande capitano, un grande amico, un grande giocatore”.

Su Berlusconi: “Un grande presidente, una persona che ha creato 25 anni di incredibile storia del Milan. Non so se sarà mai possibile vedere ancora il club in alto per tutto quel tempo”.

Su Ancelotti: “Una persona speciale, lui è stato la nostra fortuna e la fortuna del Milan. Noi, allo stesso modo, siamo stati la fortuna di Carlo. Era bellissimo il rispetto che avevamo l’uno per l’altro ed è bellissimo il rapporto di amicizia che ci lega tutt’oggi. Trovare un allenatore di cui ti puoi fidare significa tanto. Lui era un grande nella gestione dei rapporti con i calciatori”.

Sul rigore decisivo di Manchester: “Non dimenticherò mai quei 12-15 secondi in camminavo da metà campo per andare a tirare il rigore. In quei momenti ti passa un’intera vita davanti: da quando sei bambino, poi cresci coi tuoi sogni e andando verso il dischetto capisci che, in quel momento, avrei potuto realizzarli”.

Sul gol realizzato in un Milan-Juve, uno dei più belli nella sua carriera e nella storia dell’intera Serie A: “Fu una partita incredibile. Non ti capitano tante volte gol del genere, anche provando e riprovando. Se ho tirato in porta? Assolutamente sì, zero dubbi. Fu un’azione stupenda”.

Facci sapere cosa ne pensi. Lascia un commento 🙂