Modulo Pioli, il Milan torna agli anni ’50 con il 3-2-2-3

Forse è presto per parlare di una nuova creatura ma il “Modulo Pioli” di cui si sta discutendo altro non è che un remake anni ’50. La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna affronta e approfondisce quello che potrebbe essere il piano di un inedito modulo di gioco del nuovo allenatore del Milan.

Proprio il Modulo Pioli prenderebbe spunto dagli anni ’50 con una sorta di quadrato a centrocampo. Fu adottato nel campionato italiano fino alla metà degli anni ’50, il “sistema” definito WM, nato in Inghilterra negli anni Venti per adattarsi alla regola del fuorigioco. In Italia i migliori interpreti di questo modulo si ebbero con i giocatori del Grande Torino con il mitico capitano Valentino Mazzola, grazie a questo sistema quella squadra entrò nella leggenda del calcio mondiale. Ma anche l’Ungheria di Puskas con una variazione di un attaccante in più ma arretrato che definiva così il sistema MM.

Modulo Pioli, il WM ai giorni nostri nel Milan

Arrivando ai giorni nostri e al Milan di Pioli, il modulo vedrebbe un 3-2-2-3. Con il Lecce c’è stato un primo assaggio di questo sistema, che risultato a parte, avrebbe dato una spinta in più a centrocampo. Tre difensori puri, due mediani di difesa, due in regia e più libertà all’attacco. In difesa davanti a Donnarumma abbiamo trovato Conti, Musacchio e Romagnoli, Biglia e Kessie come mediani a schermo della difesa nel lato basso del quadrato e Paquetà con Calhanoglu mediani di regia in attacco sul lato avanzato, con Suso, Leao e Hernandez davanti. Sicuramente Pioli lavorerà anche nelle alternative a questi giocatori con Bennacer in lizza per prendere il posto di Biglia e Piatek come terminale offensivo.

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