Milan surclassato da Inter e Juve: i rossoneri valgono meno di cinque anni fa

Un report di Kpmg mette in evidenza che il Milan è stato l'unico top club europeo a perdere di valore negli ultimi cinque anni

Un report di Kpmg, azienda specializzata nella revisione e organizzazione contabile e nei servizi fiscali, fa emergere un dato allarmante per il Milan. La società rossonera è l’unica – tra i principali club europei – ad aver perso valore negli ultimi cinque anni. Addirittura, il club attualmente in mano al fondo Elliott vale la metà dell’Inter, che ha fatto registrare una crescita ben superiore al 100%.

La Juve vale tre volte e mezzo il Milan, l’Inter il doppio

Il report di Kpmg mette in evidenza la valutazione aziendale dei club di calcio, il cosiddetto enterprise value (letteralmente valore d’impresa). Guardando ai numeri, il Milan ha perso il 3% del valore nell’ultimo lustro, passando da 545 a 526 milioni.

Al contrario, l’Inter è cresciuta del 146%, arrivando a valere 983 milioni. Tra le società italiane, al primo posto c’è la Juventus, il cui valore è attualmente di 1.735 milioni di euro, oltre tre volte quello del Milan. Numeri che devono far riflettere e che fanno capire, semmai ce ne fosse ancora il bisogno, come la gestione del Milan negli ultimi anni (l’ultimo Berlusconi, l’anno di Yonghong Li e, adesso, il fondo Elliott e Gazidis) abbia lasciato molto a desiderare.

Sartori: ‘Milan ad Arnault? Sarebbe l’ideale’

Andrea Sartori, global head of sports di Kpmg, ha spiegato le ragioni per le quali il Milan è rimasto fermo al palo. Queste le sue dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta dello Sport: “Milan e Inter hanno intrapreso percorsi totalmente differenti. La natura delle due proprietà fa capire molte cose: Elliott è un private equity con obiettivi diversi da quelli di Suning, che invece beneficia dell’investimento sull’Inter sfruttando il marchio per il suo business”.

“Pensate che il Milan – ha proseguito Sartori – ha accumulato nell’ultimo quinquennio una perdita operativa di 442 milioni. Una cifra pressoché equivalente ai profitti generati dal Tottenham (439 mln). I rossoneri scontano una mancanza di programmazione e il passaggio a vuoto di Yonghong Li, la cui acquisizione resta ancora un mistero, ha prodotto più danni che vantaggi”.

“È difficile – ha chiosato Sartori – intravedere una via d’uscita per il Milan, se non mediante una cessione a un socio industriale. Si era parlato di Arnault, il proprietario del marchio Louis Vuitton, e sarebbe l’ideale per tutte le sinergie che potrebbero essere attivate tra il campo dello sport e quello della moda e del lusso, soprattutto in una piazza come quella di Milano”.

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