Milan, Leonardo: “Milinkovic-Savic impossibile, adesso siamo più competitivi”

Leonardo, ex calciatore brasiliano del Milan

Al termine della conferenza stampa di presentazione di Bakayoko, Castillejo e Laxalt hanno preso la parola Paolo Maldini e Leonardo. I due dirigenti del Milan hanno fatto il punto della situazione, a poche ore dalla chiusura della sessione estiva di calciomercato. Di seguito, i passaggi più importanti del direttore dell’area tecnica rossonera, in risposta ai giornalisti presenti in sala stampa.

Le parole di Leonardo

Sulle 13 operazioni di mercato e sui conti: “Io sono felicissimo. La fatica non la sento. Quando hai un obiettivo come quello di oggi, che a livello di numero, umore e organico che fosse bilanciata a competitiva. Già lo era, perché ha fatto un campionato in crescendo, adesso pensiamo che sia migliore. C’è grande coinvolgimento. Se non hai una linea guida, è difficile fare una squadra. Servono delle persone e per fare qualcosa di importante, deve essere capita a rispettata. Deve essere migliorato il rapporto tra società, giocatori e allenatori. Con il club che detta regole e modi da seguire. Non è facile, ma va capita sempre di più. Noi, attraverso il lavoro quotidiano e la coerenza delle scelte, dobbiamo fare così perché non esiste una squadra che vince senza una società che comanda”.

Su Milinkovic-Savic e se in futuro potranno arrivare i top: “Non c’è mai stata una trattativa. Ho parlato con il suo agente, Kezman, abbiamo un rapporto di tanti anni. Non c’è stata una trattativa, anche perché sapevamo che era una cosa che, oggi, non è fattibile. Ha un costo altissimo e che non entra nei paletti. Le nostre operazioni sono state tutte congiunte da un’uscita. Non è stato facile. Era importate questo movimento. A livello di asset, oggi abbiamo fatto +1 e a livello di monte ingaggi, abbiamo mantenuto quello che c’era già. Anche l’arrivo di Laxalt è stato legato alla cessione di Lapadula. L’obiettivo era difficile, ma penso che abbiamo una squadra che possa essere ancora più competitiva”.

C’è stato un giocatore vicino al Milan?: “C’è stato uno studio. Io sono arrivato il 26 luglio e siamo partiti un po’ d’istinto. Oggi siamo abbastanza contenti del risultato, organico è equilibrato”.

Su un ulteriore centrocampista: “Il centrocampista era Bakayoko, poi sarà Rino a scegliere il sistema. Abbiamo una rosa che può variare molto a livello di ruoli. Calha e Bonaventura possono fare sia la mezzala sia l’esterno. Laxalt può ricoprire più ruoli. Ci sono tanti jolly, non penso che manchi un tassello”.

Sul rapporto con Mino Raiola: “Ottimo rapporto, sono molto felice di come siamo stati riabbracciati come Milan da tutto il sistema mercato”.

Sulla ‘fissa’ di Gattuso per Bakayoko: “Gli è piaciuta l’idea. Lui pensava molto ad un centrocampista con le sue caratteristiche. All’inizio non era fattibile, dopo lo è diventato ed era molto contento”.

Sulla corsa scudetto: “Non è scontata. Un giorno i cicli finiscono. La Juve sarà concentrata molto sulla Champions. L’Inter si è rafforzata in modo importante, la Roma può mantenere i ritmi di prima. La Lazio ha fatto bene, al Napoli c’è Ancelotti e anche noi siamo competitivi. Noi dobbiamo organizzare questa squadra, ma non vedo questa differenza così importante e dovremo creare una sintonia. La serie A sta tornando ad avere appeal, anche se oggi vale meno della Liga a livello economico. Ci vuole un’organizzazione globale”.

Sul lavoro in tandem: “Io e Paolo ci completiamo molto. Abbiamo caratteristiche e storie diverse. Siamo complici di qualcosa di bello e siamo molto uniti. Penso che, ala fine, la nostra grande forza sia l’ammirazione reciproca. Questa è la base della nostra gestione. In ogni momento di trattativa, siamo stati sempre presenti e penso che tutto abbia funzionato molto bene”.

Sulla trattativa più difficile: “Per noi è stata una grande soddisfazione l’accoglienza che abbiamo ricevuto in questo nuovo ruolo. C’è stata un’apertura totale da parte del sistema calcio. Con tutte le squadre, come col Villarreal dove abbiamo trattato due giocatori. Con la Juve è stata quella più difficile, perché c’erano tre giocatori coinvolti. Con il Chelsea e con il Genoa, il rapporto con le società è molto positivo”.

Sulla trattativa André Silva e il rapporto con Raiola: “Qua non c’è niente di mascherato. Noi facciamo i nostri contratti esattamente come sono e non c’è niente di mascherato. Se ti riferivi all’operazione con Higuain è un prestito con diritto di riscatto. Come per Bakayoko e per Andrè Silva. E’ una formula molto comune ad oggi per una serie di motivi, anche per noi che stiamo ricominciando un percorso con la nuova proprietà e che ci permette di fare delle scelte quest’anno. E’ sempre stata molto chiara con tutti, con Raiola e con tutti gli altri. Cerchiamo di avere un’identità presente in ogni trattativa”.

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