Milan, Baresi: “Non è il peggior momento nella storia del club”

Franco Baresi, storico capitano del Milan

Intervistato dal Corriere della Sera, lo storico capitano del Milan, Franco Baresi, ha parlato dell’attuale situazione societaria dei rossoneri dopo il passaggio di proprietà da Yonghong Li al fondo Elliott.

Baresi: “Non sarà semplice ripartire, ma la base c’è”

Nella sua lunga chiacchierata con il giornalista del noto quotidiano milanese, Baresi ha parlato della sua vita vissuta in rossonero: “Sono arrivato 44 anni fa e ho lavorato con sei diversi presidenti. Nella mia carriera ho attraversato ogni epoca calcistica e ho svolto qualsiasi ruolo per questa società”.

Sul cambio di proprietà da mister Li all’hedge fund di Paul Singer, lo storico capitano del Milan ha detto: “Da brand ambassador del club (suo attuale ruolo, ndr) posso constatare che il Milan ha un’immagine ancora molto forte, riconoscibile e apprezzata in tutto il mondo. L’attuale situazione dispiace, è trascorso solo un anno dall’euforia per il calciomercato della scorsa estate e per i 60mila spettatori a San Siro nel preliminare contro il Craiova”.

Su Yonghong Li: “Io l’avrò visto due-tre volte in tutto. C’era la barriera della lingua a complicare il tutto. Non mi aspettavo, comunque, che sarebbe andata a finire così. Un passaggio di consegne a inizio stagione non è semplice, anche per le conseguenze che si riflettono in sede di mercato. Ma chi sceglie il Milan, sceglie bene: la base da cui ripartire ritengo ci sia e in fondo non siamo lontani anni luce da quelli migliori”.

Alla domanda se questo possa essere considerato il peggior momento nella storia del Milan, Baresi risponde con un secco ‘no’: “Ho vissuto momenti di maggiore turbolenza negli anni ottanta, con ben due retrocessioni, tanti avvicendamenti societari e un fallimento sfiorato sotto la presidenza Farina”.

Sui tanti nomi che circolano attorno al mondo Milan, come quelli di Leonardo o Gandini: “Quello che più conta è che chiunque arrivi non disperda il dna rossonero e porti avanti quei valori che hanno sempre contraddistinto la società in Italia e nel mondo”.

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