Marco Giampaolo: “Sono felice e motivato, al Milan cultura del bel gioco”

Marco Giampaolo a Milan TV
Marco Giampaolo a Milan TV

La nuova stagione del campionato di calcio è alle porte, il Milan si ritroverà a Milanello l’8 luglio per poi partire per una importante tournèe americana. Le partite saranno trasmesse in diretta da SportItalia con telecronaca di Carlo Pellegatti.

Ai microfoni di Milan Tv ha parlato Marco Giampaolo, che prende in eredità da Rino Gattuso un Milan che ancora non sa se dovrà affacciarsi in Europa League. Se c’è ancora incertezza per la nuova stagione Marco Giampaolo si dice motivato, felice e ansioso di iniziare, qui le sue parole.

Le prime considerazioni da allenatore del Milan
“Ho lavorato sodo, mi sono impegnato tanto per ottenere questa chance. Il Milan è il club più titolato in Europa e uno dei più importanti. Per me è una grandissima opportunità, sono felice e motivato. Il percorso è lungo, sarà ancora lungo perché non c’è mai fine e non si finisce mai di costruire idee, progetti e cose. Però per il momento sono contento di iniziare in questo grande club e sono molto motivato. Devo dire che sono già riposato e non vedo l’ora di ricominciare”.Ai microfoni di Milan Tv ha parlato Marco Giampaolo, che prende in eredità da Rino Gattuso un Milan che ancora non sa se dovrà affacciarsi in Europa League. Se c’è ancora incertezza per la nuova stagione Marco Giampaolo si dice motivato, felice e ansioso di iniziare, qui le sue parole.

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Che effetto fa lavorare con Boban e Maldini?
“Serietà, dalla loro competenza e passione. Trasmettono il significato di Milan, di cosa significa giocare nel Milan, allenarlo o farne parte. Sono persone di livello e di spessore. Una delle cose gli ho detto è che ci conosceremo lavorando insieme perché adesso possiamo raccontarci di tutto ma le esperienze maturate giorno dopo giorno sul campo di lavoro poi affinano le interazioni tra gli uomini”.

Cosa ti ha colpito di più di questo club?
“All’inizio ci perdevo spesso contro il Milan, ultimamente abbiamo ottenuto qualche vittoria, probabilmente perché allenavo squadre più competitive. San Siro è sempre un’emozione particolare. Da avversario per me ha significato questo e non a casa è la Scala del Calcio. Lo considero lo stadio più affascinante d’Italia”.

Che tipo di campionato ti aspetti?
“Negli ultimi anni è stato sempre più competitivo. Quest’anno con il ritorno di Sarri e Conte, oltre ai tanti bravi allenatori presenti in Serie A, credo sarà un campionato ancora più competitivo rispetto allo scorso. C’è stato un cambio di mentalità da parte di tante squadre. Anche le piccole hanno l’ambizione di andarsela a giocare a San Siro. Lo ritengo un campionato impegnativo”.

Che Milan sarà quello di Marco Giampaolo?
“La storia del Milan racconta di un club e di una squadra che ha sempre ricercato la bellezza, l’estetica oltre che il risultato. O meglio, raggiungere il risultato attraverso la bellezza del gioco perché il Milan ha la cultura di gioco. Il club rossonero ha vinto titoli proponendo calcio e adesso non ho la presunzione di paragonarmi a quel Milan ma quello deve essere l’obiettivo. La missione, la visione deve essere quella di giocare un calcio appetibile e affascinante e poi, tramite quel calcio, arrivare a vincere le partite. Penso di essere nel club dove c’è conoscenza di cosa significhi giocare a calcio perché è stato abituato in questo modo”.

Milanello, la tua nuova casa
Sono ansioso anche di entrare dentro Milanello. Ho sempre sentito parlare benissimo delle strutture e dell’organizzazione, della possibilità di lavorare bene e quindi probabilmente anticiperò di qualche giorno la data del raduno per prendere conoscenza con l’ambiente rossonero il prima possibile”.

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