CdA Milan, delineata la strategia con la Uefa: multa in arrivo, ma potrebbe esserci una buona notizia

La bandiera della UEFA

Sono stati due i temi principali affrontati nel CdA del Milan tenutosi nella giornata di ieri (martedì 28 agosto). Oltre alla figura del nuovo amministratore delegato (si fa il nome di Ivan Gazidis, qui ulteriori approfondimenti), è stato affrontato il tema relativo alla Uefa, con cui il club di via Aldo Rossi dovrà confrontarsi per giungere ad un accordo a seguito dello sforamento del bilancio nel triennio 2014-2017.

CdA Milan: voluntary agreement strada percorribile

Nel Consiglio di Amministrazione del club meneghino sono stati analizzati, nel dettaglio, tutti i conti societari lasciati dalla vecchia proprietà cinese, che non sono risultati propriamente in ordine.

Il Milan, ad ogni modo, pur consapevole di non poter avanzare chissà quali pretese nei confronti della Uefa, ha deciso di non muoversi finché non ci sarà la motivazione della sentenza del Tas di Losanna. Prima di intraprendere una strategia “definitiva”, i legali dei rossoneri vogliono infatti conoscere le ragioni che hanno spinto l’organo collegiale a riammettere la squadra in Europa League.

Dopodiché, se dovessero esserci i presupposti, il club di via Aldo Rossi potrebbe proporre alla Uefa un voluntary agreeement, su basi ben più solide rispetto a quello proposto dall’ex ad Fassone nel dicembre 2017.

Riguardo ad eventuali sanzioni, infine, l’impressione è che possa arrivare una multa di importo compreso tra i 15 e i 20 milioni di euro. Una cifra non di poco conto e che farebbe male alle casse rossonere, ma che potrebbe essere “compensata” dall’eventuale accettazione di un accordo volontario, che permetterebbe al Milan di respirare per i prossimi tre anni.

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