Un Milan universitario da 30 e lode: Leonardo autore di un manuale

Leonardo - Fonte: AC Milan

Va benissimo così. Il mercato del Milan merita il pieno dei voti, un trenta tondo tondo, da pre-esame di laurea, con la lode e la futuribile pubblicazione della tesi. Più che la Juve, più che l’Inter, più che le altre. Sulla bilancia delle valutazioni vanno poste le condizioni date, con l’handicap di una società destrutturata dall’ultimo biennio berlusconiano e dall’annata orribile dell’ineffabile cinese; una società ridotta sull’orlo del fallimento e per di più esposta alla faciloneria spendacciona del duo Fassone – Mirabelli, messa sotto processo dell’Uefa, con un bilancio tecnico a malapena accettabile.

Diciamoci la verità. Chi l’avrebbe detto, meno di un mese fa, che i destini milanisti sarebbero cambiati da così a così? Chi avrebbe scommesso un euro sulle prospettive di rinascita del vecchio, glorioso Milan? Oggi il fondo Elliott ha aperto nuovi orizzonti, rendendo possibile una ripartenza degna di una storia.

Leonardo, con il successivo supporto di Maldini, ha rimesso società e squadra sulla carreggiata d’un’autostrada rettilinea per un viaggio sicuro verso nuovi traguardi, lungo ponti e viadotti incrollabili. Il Milan esce da un declino che sembrava inevitabile.

Calciomercato, il bilancio delle altre squadre

La Juve ha operato senza zavorre contabili ed anzi con la forza di una situazione economico-finanziaria piuttosto fiorente. L’Inter, la Roma e le altre di vertice si sono potute muovere con agilità, dopo essere uscite dalle secche dei loro deficit.

Il Napoli ha badato più all’economia domestica che non al potenziamento della sua “rosa”, ma ha mantenuto la solidità dei suoi conti e il collaudato potenziale di una squadra affidata alle cure di un fuoriclasse tra gli allenatori italiani.

La Lazio ha potuto dire “no” ad offerte faraoniche per Milinkovic-Savic e puntare a pochi innesti in una compagine che ha confezionato la sorpresa dell’ultimo campionato.

Un mercato top, ma ora la parola spetta al campo

Da qui lo stacco universitario del Milan, con un Leonardo che ha scritto un manuale di scienza delle finanze sportive, tracciando un modello di dinamismo manageriale e di avvedutezza tecnica.

Higuain e Caldara, Bakayoko, Castillejo e Laxalt rappresentano autentici punti di forza, destinati sia a dare apporti di eccellenza alla formazione di mister Gattuso, sia ad incoraggiare un migliore rendimento della “vecchia guardia”, con la sicurezza di avere alle spalle – finalmente – una società, con la “S” maiuscola.

La preliminare sessione d’esami si è conclusa con gli esiti migliori. La decisiva sessione si concluderà sul campo, nella prossima primavera. Se tanto mi dà tanto, le prove pratiche dovranno coronare il blasone milanista con gli allori auspicati. Le premesse ci sono tutte.

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