Un Milan smemorato

Roma, Verona, Manchester United sembrano ricordi in allontanamento. Il Milan ne riaccenda la memoria, almeno in vista della partita di ritorno con la squadra di Solskjaer. L’alternanza tra prestazioni persino esaltanti e prove addirittura sconcertanti, come quelle con lo Spezia e con l’Udinese, senza escludere l’ultima con il Napoli, non può non richiamare un difetto di continuità, che, in parte, è spiegabile con evidenti cali di tensione, e, per il resto, è riconducibile ad una precaria condizione fisico-atletica di alcuni uomini chiave della scacchiera rossonera.

Era parso che il recupero di Calhanoglu e degli altri infortunati potesse rilanciare il rendimento della squadra. Non è stato così. È apparso ben chiaro come il turco – e con lui gli altri in infermeria – non abbia smaltito gli strascichi del Covid, strascichi che – come si sa – non sono roba di poco conto. I recuperi di Calhanoglu e degli altri sono stati certificati sulla carta, ma, evidentemente, non per la loro idoneità agonistica. Forse, un dialogo più realistico tra staff tecnico e staff medico avrebbe favorito l’impiego degli uomini in condizioni migliori – e l’ultima mezz’ora della partita con il Napoli, vale a dire quando sono state schierate forze fresche e fisicamente più affidabili, lo ha dimostrato -. Non ce la sentiamo di buttare la croce addosso a Pioli, che, probabilmente, avrebbe fatto bene ad anticipare i cambi tra il primo e il secondo tempo. Ma è andata com’è andata. Recriminare serve a poco, se non a stare più attenti per il futuro, un futuro che dovrà portare il Milan alla conquista di un posto per il massimo torneo europeo – e, a questo punto, ci sarà da lottare, e lottare strenuamente per la indubbia qualità della concorrenza – e al passaggio del turno in Europa League, giovedì prossimo – e anche in questo caso ci sarà da lottare strenuamente -.

Mister Solskjaer conta sul recupero di quei big che non sono stati della partita di andata: De Gea, Van de Beek, Cavani, Pogba e Martial, uomini cardine del dispositivo del Manchester United. C’è bisogno del migliore Milan, “migliore” vuol dire che la squadra deve avvalersi degli uomini più in forma, che sappiano recuperare la memoria di quelle partite giocate ai massimi livelli di rendimento. Sarà determinante testare le condizioni di ciascuno, sia attraverso un veritiero confronto tra tecnico e medici, sia attraverso un’attenta osservazione sul corso degli allenamenti. L’auspicato ritorno di Ibra dovrà fare il resto, quel resto che, con la sua spinta, sarà decisivo per il prosieguo dell’avventura in Europa League, diventato obiettivo sostenibile, tutto da perseguire. 

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