Sconfitta da archiviare: ritrovarsi per andare avanti

Attenuanti ce ne sono, dalle assenze di peso, a cominciare da quella di Calhanoglu all’innesto (giocoforza frettoloso) dei nuovi arrivati, non ancora amalgamati con la squadra. Tuttavia, brucia la sconfitta subita con l’Atalanta, che, arrivata a San Siro con il dente avvelenato per i punti persi nelle ultime partite, ha ritrovato il suo gioco, l’incisività dei suoi giorni migliori, che la pongono come una delle migliori formazioni della stagione. Ben presto il Milan le ha ceduto le armi, senza opporre grande resistenza, proponendosi come brutta copia delle prestazioni che gli hanno consentito, contro ogni pronostico, di insediarsi al primo posto della classifica e di conseguire, nonostante la debacle con la Dea, il titolo simbolico di campione d’inverno.

Ora, non si può fare a meno di analizzare la sconfitta con il dovuto realismo, senza troppe concessioni alle giustificazioni, che, peraltro, Pioli ha avuto il buongusto e l’onestà di non accampare. Pende l’interrogativo: questa sconfitta va considerata come un semplice episodio o come il segno di un calo di rendimento, che potrebbe avere conseguenze nel prosieguo della stagione? La risposta non può che risiedere nelle partite che seguiranno, nell’ordine, contro il Bologna, il Crotone e lo Spezia, che precedono il derby con l’Inter, appuntamento cruciale per le sorti del campionato. Si tratta di tre impegni che, sulla carta, non si presentano propriamente come sfide proibitive, tutt’altro, ma, proprio per questo, il Milan dovrà dimostrare di avere digerito la sconfitta di sabato e di aver ritrovato se stesso e la sua forma migliore.

Sotto questo profilo, il calendario gli dà una mano, consentendogli – malasorte permettendo – di recuperare i suoi pilastri e di puntare all’amalgama della squadra, ovviamente, rispetto all’inserimento dei nuovi, che hanno le qualità giuste per garantire il rendimento loro richiesto. Pioli avrà il suo bel daffare nell’ottica degli obiettivi più immediati. Dagli esiti del suo lavoro, sin qui encomiabile, dipenderà il futuro rossonero in un quadro, divenuto irrinunciabile, di rilancio delle sue chances stagionali. Al punto in cui è, il Milan non può tirarsi indietro. Deve solo ripartire e darsi i ritmi della riscossa, quelli degni di una capolista che si trova lì per meriti acquisiti sul campo.

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