Reina, Higuain e Biglia: quando possibili problemi diventano autentiche risorse

I giocatori del Milan festeggiano dopo una vittoria

I dualismi, per quanto possano essere ispirati da una sana e stimolante competizione, sono sempre rischiosi, specie nel calcio che – inevitabilmente – richiama interessi d’immagine e, perciò, milionari. Esperienza insegna che, in questi casi, i mal di pancia sono sempre in agguato. Almeno allo stato attuale, il nuovo Milan, che mostra di esserne pienamente consapevole, affida – aprioristicamente – a mister Gattuso la missione dell’armonia e della integrazione delle diverse aspettative e ambizioni in un gruppo che non potrà permettersi il lusso di antagonismi conflittuali.

Fare gruppo per costruire le proprie fortune

La conferenza stampa di ieri e le dichiarazioni rese ai giornalisti, soprattutto da Leonardo, Maldini e Reina, ha offerto – in questo senso – una linea di responsabilità che non poteva essere affidata ad altri, se non al ruolo e alla riconosciuta lealtà dell’allenatore, pur nel concerto delle sinergie societarie tutte rivolte a rafforzarne – in ulteriore misura – il peso e l’autorevolezza. 

La parola d’ordine è: fare gruppo, efficienza di rapporti, serenità di spogliatoio, tutti in affiatamento solidale. Vietato sbagliare. Reina e Donnarumma, Higuain e Cutrone, Biglia e Kessié configurano (e devono configurare) risorse e non problemi. Quando si dice interscambio generazionale vien di fatto richiamare la salutare trasmissione di esperienze formative che la tecnica calcistica richiede per la crescita dei più giovani. I modelli fanno scuola. Il corretto antagonismo deve esprimere binomi votati a battersi per i migliori destini della squadra.

La supervisione di Maldini e di Leonardo, che hanno dalla loro il dimostrato rispetto dei calciatori memori delle loro glorie, è destinata a seminare buonsenso, spirito di adattamento e di sacrificio, quali che siano le scelte di Gattuso.

Ottimizzare gli impieghi tra campionato, Europa League e Coppa Italia, nella intensità di calendari, significa garantire a ciascuno opportunità di campo a soddisfazione delle legittime mire dei singoli. La complementarietà deve essere una ispirazione che realizza l’aspirazione. Quanto più sincera è la prima, tanto più si fa concreta l’altra.

Reina per Donnarumma, Higuain per Cutrone, Biglia (che deve rispolverare le sue prestazioni laziali) per Kessié sono chiamati a farsi preziosi esempi. Le fortune del gruppo costruiscono le fortune dei singoli. Qui si tratta di rendere risorse autentiche quelli che potrebbero essere problemi e insidie. L’importanza degli obiettivi ne polarizza l’esigenza. Gli “anziani” hanno le qualità per favorire reciprocità e assonanze tali da assicurare i richiesti equilibri di squadra.

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