Quella perfida streghetta che si attizza quando vede rossonero

Se credessimo alla malasorte o al malocchio – come pur saremmo tentati -, dovremmo spargere camionate di sale (che gli esperti in materia consigliano come sicuro antidoto), lungo le sorti del Milan, bersagliato da infortuni e squalifiche, quando non da contagi Covid.

Il derby di Coppa Italia con l’Inter – se vogliamo – ne è in qualche modo la riprova, visto che il caso ha voluto che, sul meritato vantaggio di un gol, la squadra, nella fase decisiva del match, è stata ridotta, prima, in inferiorità numerica per l’espulsione di Ibra, nostro condottiero, e, poi, in inferiorità tecnica, in difesa, per l’infortunio di Kjaer, riconosciuta colonna del reparto.

Certo, nel caso di Ibra c’è stata sicuramente una responsabilità personale, ma l’ingenuità gli ha teso un agguato e lui c’è cascato. Peccato, peccato perché fino a quel momento Ibra non solo aveva portato in vantaggio la squadra, ma si era reso protagonista di una prova più che brillante. E questo era apparso chiaro dal suo generoso impegno, che lo aveva visto spaziare spesso in diverse zone del campo, sempre pronto a dare una mano ai suoi compagni di squadra. Il cartellino rosso e l’infortunio di Kjaer hanno finito per favorire la rimonta e il sorpasso dei nerazzurri, già agevolati dalle assenze forzate di Calhanoglu e Bennacer, altri uomini chiave dell’intelaiatura rossonera.

Più complessivamente, se il Milan, in questa prima fase della stagione, avesse potuto schierare la sua formazione tipo – cosa che è avvenuta ben di rado (forse, solo in una occasione) -, il suo cammino sarebbe stato ben più agevole. Ma tant’è. C’è da sperare che quantomeno un più pratico cornetto rosso anti-iella, al posto del sale, possa allontanare quella perfida streghetta sghignazzante che sta boicottando il Diavolo e aiutando il malocchio. Alla fin fine, attrezzarsi, non farebbe male.      

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