Non più un Milan a due facce

La doppia faccia del Milan. Impresentabile quella del primo tempo contro l’Inter, accettabile quella del secondo. È questa una (troppo) ricorrente versione, alla quale mister Gennaro Gattuso deve dare una risposta, soprattutto alle viste di un finale di campionato che si annuncia ben più difficile di quanto potesse prospettarsi una settimana fa.

Aver perso (non irrimediabilmente), il terzo posto non vuol dire avere smarrito la strada verso l’obiettivo vitale della Champions League. Piuttosto, si fa pressante la necessità di capitalizzare il vantaggio, tutt’altro che rassicurante, che il Milan ha sin qui raggranellato sulle squadre sottostanti. Che non demordono, come nel caso della Lazio, che, senza minimamente trascurare le altre, si presenta ad oggi come la concorrente più temibile.

Nel derby della Madonnina, i rossoneri hanno esposto difetti di ritorno che non ne assolvono la prestazione. Che è stata insoddisfacente. Recriminare sulle due occasionissime sventate fortunosamente, prima, da Handanovic su Castillejo e, poi, sempre sulla linea di porta, da D’Ambrosio su Cutrone vale a ben poco.

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I galloni bisogna guadagnarseli nei novanta minuti. Non basta disputare un secondo tempo di riscatto, né tampoco confidare su un forcing finale che non sempre, come nel caso di specie, dà i frutti sperati. Una squadra come il Milan è tenuta a battagliare dal primo all’ultimo minuto, senza alternative. né pause.

È apparso chiaro che la difesa ha subito un’involuzione, che è sperabile sia del tutto momentanea. Che il centrocampo, a parte Bakayoko, non ha dato prove di continuità e di incisività. E che l’attacco, con un Piatek isolato e senza rifornimenti, non poteva fare di più di quello che (non) ha fatto.

Bisognerà affrontare la Sampdoria a Genova, una formazione che ha riguadagnato i suoi standard migliori. Gattuso, in settimana, avrà di che lavorare, soprattutto sotto il profilo mentale e atletico per far sì che la squadra ritrovi la sua faccia migliore nella continuità di rendimento dal primo al secondo tempo.

C’è da aspettarsi un Milan con il coltello tra i denti sin dal primo minuto. Almeno questo è l’obiettivo che occorrerà rincorrere per l’intero arco di una sfida che, sin d’ora, assume il senso della decisività (anche per le ambizioni sampdoriane). Romagnoli e compagni dovranno uscirne vittoriosi. Magari scendendo in campo, con l’assillo, solo psicologico, di dover recuperare un gol di svantaggio.

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