Milan smemorato, non sa più vincere (?)

Da quattro partite, due di campionato (Spezia e Inter), due di Europa League (Stella Rossa, andata e ritorno), il Milan non riesce a trovare la via della vittoria. È vero che ha guadagnato l’accesso agli ottavi del torneo continentale, ma non è men vero che le due sfide con la Stella Rossa hanno confermato il brutto periodo che la squadra sta attraversando dall’inizio dell’anno. Per tre volte in vantaggio contro la formazione di Stankovic (nel 2 a 2 di Belgrado e nell’1 a 1 di San Siro), i rossoneri si sono fatti riacciuffare, concedendo quel che non avrebbero dovuto concedere. Per ben due volte in dieci, i belgradesi sono riusciti a pareggiare il conto, all’andata (meno male) proprio allo scadere, e a sfiorare la vittoria, nel match di ritorno, in entrambe le occasioni approfittando della (sconcertante) mollezza milanista. Dalla quale si è salvato il solo Donnarumma, protagonista assoluta della qualificazione.

È davvero incredibile come le opache prestazioni dei ragazzi di Pioli abbiamo coinciso con il recupero, quasi al pieno dell’organico, dei titolari, già acciaccati, infortunati e contagiati dal Covid. Ma, ad un tempo, è apparso ben chiaro come i vari Ibra, Calhanoglu, Rebic e compagnia non abbiano riguadagnato la loro migliore condizione fisica. Lo staff tecnico deve correre ai ripari per scongiurare i rischi di una involuzione tale da compromettere anche la memorizzazione degli assetti tattici della squadra e dei meccanismi che le hanno consentito di inanellare i successi della prima parte del campionato. Oltreché al recupero della condizione atletica, Pioli dovrà curare gli aspetti psicologici dei suoi, che sembrano condizionati da un blocco che impedisce loro di rendere al meglio e di applicare sul campo quella reattività pur incisivamente dimostrata nella più felice fase stagionale.

Il prossimo appuntamento di campionato, in trasferta con la Roma, temibile rivale, esige dal Milan una prova di rigenerante riscatto. Forse, non basta una vittoria, che pure sarebbe un toccasana, ma occorrerebbe un successo più che convincente, degno di quel Milan che abbia riacquistato la memoria dei suoi più recenti modelli vincenti. 

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