Milan, si parte con un pieno di ottimismo

Gattuso (allenatore del Milan) esulta dopo una vittoria della sua squadra

L’inizio della stagione calcistica è alle porte. L’ottimismo, scaturito dalla rivoluzione societaria e dalle novità di mercato, porta con sé fondatezza razionale. Non è velleitario, come quello emerso un anno fa, che – sì – si manifestava con istintiva euforia, ma che – ricordiamolo – non era privo di retropensieri, fatti di “speriamo”, “chissà”, “forse è la volta buona”.

Era un atteggiamento che richiamava un’inconscia voglia di riscatto da tante delusioni e che non teneva in debito conto di esigenze di assemblaggio tra la vecchia guardia e i nuovi acquisti; esigenze che Montella – alla prova dei fatti – non ha saputo fronteggiare e risolvere.

La sostanziale crisi societaria e il pur provvidenziale cambio di panchina – avvenuto in corso d’opera – hanno condizionato il rendimento della squadra, fatta salva l’opera di Rino Gattuso, a cui risale il merito di un recupero valso a riportare il Milan in Europa.

La ritrovata solidità e una quadratura tecnica di spessore alla base dell’ottimismo del Milan

Quest’anno le premesse sono tutt’affatto diverse. La ritrovata solidità del club, con il fondo Elliott e le personalità impegnate nella svolta delle sorti rossonere, e la quadratura tecnica, che appare garantita dai nuovi arrivi, offrono prospettive del tutto aderenti alle aspettative dell’ambiente e della critica. Si è profilata un’intesa fiduciosa sulla base di analisi scrupolose circa la qualità delle scelte e delle prestazioni.

È vero, affiora qualche dubbio sulla difesa nei versanti di destra e di sinistra – beninteso, al netto delle affidabili potenzialità (riconosciute alla unanimità dei giudizi) dei due centrali Romagnoli e Caldara –, ma non è men vero che le lacune del caso si sono manifestate nel match con la squadra egemone in Europa, con lo stellare Real Madrid di Bale e Benzema, due fuoriclasse di quelli che se ne incontrano pochi.

Il centrocampo, con l’innesto di quel marcantonio che si chiama Bakayoko, dovrebbe dare quelle sicurezze che – in passato – sono mancate. Lì davanti c’è un autentico campione del calibro di Higuain, punta di diamante su cui far convergere la manovra. Il Milan dovrà giocare per lui.

Gattuso, la prima vera chance della sua carriera da allenatore

Il resto lo deve fare Gattuso che, da allenatore, ha vissuto stagioni non propriamente fortunate, non per le sue capacità, ma per situazioni obiettive che ne hanno pregiudicato le performance, anche se – pur in condizioni difficili – il buon Rino è sempre riuscito a venirne fuori con grande, riconosciuta dignità.

Oggi Ringhio può giocarsi le sue carte avendo alle spalle un retroterra di tutta tranquillità e davanti una formazione assolutamente competitiva, che riflette in massima parte le sue vedute. L’ottimismo non è, dunque, avventato. Anzi, ben venga. E’ un buon carburante per fare bene. Non c’è da aspettare molto: il primo rifornimento è previsto, domenica sera, nella Scala del calcio, impaziente di applaudire i propri beniamini. Sarà spettacolo.

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