Milan a lezione di Italiano

Dovevamo chiudere il trittico, con la terza vittoria consecutiva in un turno di campionato che sembrava esserci favorevole, e, invece, siamo incappati nella terza sconfitta (l’altra è stata quella di Coppa Italia) del primo mese e mezzo dell’anno. Non c’è stato il piccolo capolavoro che avrebbe consentito al Milan di scrivere un bel paragrafo nel suo libro stagionale. In terra ligure, la squadra ha perso la memoria di sé, smarrendo, sorprendentemente, il suo lessico, che pure lo ha portato a conquistare la testa della classifica, primato che, oggi, è in bilico e che, in ogni caso, ha perso un’opportunità di consolidamento.

Un’analisi della partita sarebbe impietosa per il Milan: una debacle senza attenuanti. Un tonfo coinciso, per di più, con la disponibilità di un organico (quasi) pienamente recuperato. È mancata la sintassi del gioco, per quelle manovre sgrammaticate e inconcludenti, che hanno consentito allo Spezia di salire in cattedra e impartire le sue regole. Diciamo pure, facendo eco alle dichiarazioni di Pioli, che i suoi e lui stesso (cambi ritardati) sono caduti in una giornata “no”. Può capitare. E sia.

Diciamo pure che il Milan ha assistito ad una (salutare?) lezione di Italiano. Il professore, in cattedra, più che in panchina, ha colto l’occasione per riaffermarsi come emergente maestro di calcio, riconosciuto come tale dalla critica. È sperabile che il Milan esca rigenerato da questa lezione e si prepari, adeguatamente, ad affrontare la seconda metà di febbraio con lo stesso piglio dello Spezia che lo ha messo sotto.

I prossimi fitti impegni sono cruciali: giovedì, in trasferta, con la Stella Rossa, per l’Europa League; domenica nel derby casalingo con l’Inter, sfida diretta, che potrebbe dire una prima parola influente sulle sorti del campionato. Bisogna entrare nell’ordine di idee che la non pronosticata conquista del vertice della classifica non autorizza un indebolimento della tensione, così per come è affiorato contro i liguri. La parola d’ordine, d’ora in avanti, è: non mollare!

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