Maldini torna al Milan: grazie a Elliott, il glorioso passato diventa presente

Paolo Maldini, storica leggenda del Milan

Funziona l’asse Scaroni-Leonardo. Il fondo Elliott ha dimostrato di avere le idee ben chiare, nel momento in cui ha posto al centro della sua operazione di acquisizione del Milan il vero capitale della società, vale a dire: il suo inestimabile passato, che la pone nell’aristocrazia del calcio mondiale e che ne motiva il carisma, vero alimento del brand rossonero.

Il Milan riparte dalla sua storia. Grazie al nuovo management

L’intuizione di Paul Singer, numero uno dell’hedge fund proprietario del club meneghino, corrisponde alle peculiarità più spiccate del capitalismo statunitense, che ha costruito le sue fortune attraverso la valorizzazione della cosiddetta “ricchezza invisibile”, data da potenzialità umane e da storie consolidate, ma anche dalla capacità di affrontare e sostenere il rischio d’impresa.

Nella fattispecie milanista, il “capitale invisibile” diventa palpabile ed esprime la sua forza nella passione di milioni e milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo. Qui è possibile misurare i limiti della gestione societaria dell’ultimo Berlusconi, che, con un oramai consumato Galliani, non è stato evidentemente in grado di rigenerare la sua lungimiranza, tanto da arrivare a sbarazzarsi di uno dei suoi più preziosi capolavori e da affidarne le sorti ad un ineffabile avventuriero cinese, opacizzato da misteri estremorientali, ancora tutti da dissolvere e decodificare.

Per buona sorte del Milan e del calcio italiano, la svolta è arrivata. Scaroni e Leonardo formano un binomio affiatato che, sulla scia delle intuizioni della big whale americana, stanno procedendo a quell’opera di ricostruzione auspicata – a gran voce – sia dalle folle milaniste, sia dal mondo calcistico nazionale, che non poteva permettersi di perdere un patrimonio così ricco e monumentale.

Il Milan, dunque, è lanciato al recupero della sua storia per una ripartenza che si profila degna delle sue glorie. Il ritorno di Maldini, che rievoca un nome tra i più nobili e limpidi del calcio internazionale, assume emblematicamente questo significato, al di là delle stesse capacità che l’ex campione del campo saprà applicare alla sua nuova missione, dietro una scrivania strategica.

Grazie Elliott, grazie Scaroni, grazie Leonardo.

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