Leonardo? Facciamolo ministro

Leonardo - Fonte: AC Milan

Mancano quattro giorni alla chiusura del mercato e il dinamismo di Leonardo si fa sentire, eccome. L’abilità non gli fa difetto. Il suo attivismo ha consentito al Milan di recuperare il tempo perduto a causa delle note vicende societarie. Non solo. La sua destrezza gli ha permesso di muoversi – e di muoversi da vero campione – nelle pieghe del difficile equilibrio della salvaguardia dei conti e del rispetto dei vincoli dell’Uefa, per di più centrando obiettivi di arricchimento tecnico.

Una rivoluzione destinata a restituire forza e credibilità al Milan

Roba da farlo ministro del Tesoro, per la capacità di mantenere accettabile il rapporto deficit (bilancio societario) – Pil (ricchezza societaria) con la dovuta attenzione ai parametri di Maastricht (Uefa), con il risultato di aver compiuto una rivoluzione destinata a dare forza e credibilità al “governo del cambiamento”. Bravo.

Gli acquisti (Higuain, Caldara e Bakayoko) e le cessioni (Antonelli, Locatelli e André Silva) danno il senso di una chiarezza di idee e di una lungimiranza che non possono non rappresentare una base, che sin d’ora appare solida, perché il Milan possa ritornare ad essere grande.

Milan, mercato non ancora concluso: si attende il botto finale

Ora, negli ultimi scampoli della campagna estiva, il cerchio del mercato – in entrata e in uscita – va chiuso con organica avvedutezza. C’è una ridda di nomi che circolano: ed è un bene. È un bene perché Leonardo ha capito di dover lavorare sulle alternative e, soprattutto, di non dover dare l’impressione, nella nota congiuntura, di essere legato mani e piedi a scelte forzate.

Avere aperto più fronti di trattativa su singole opzioni tecniche significa essersi dato ampi spazi di manovra sulle economie che la società deve realizzare. E qui emerge un altro merito di Leonardo, un merito politico che si lega immediatamente alla qualità di una comunicazione, destinata ad orientare virtuosamente il saldo finale del mercato milanista.

C’è attesa per il botto finale, che dovrà dare un senso – se vogliamo – pirotecnico a quel dinamismo che ha contraddistinto e che contraddistingue l’operato dell’area tecnica rossonera. L’attesa è fiduciosa. Il boom ci sarà. La proposta ministeriale è, chiaramente, una provocazione. Che, tuttavia, non è priva di significati.

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