Il Milan e la ricerca dell’incisività

E anche questa è fatta. Ma che sudata ragazzi! È bastato un errore difensivo, l’ennesimo, per mettere a rischio il risultato di una partita che bisognava assolutamente vincere, sia per la classifica di Europa League, sia per dare continuità al rendimento della squadra, sia per evitare situazioni di sconforto.

Contro l’Olympiacos s’è visto un Milan che non ha ancora risolto i suoi problemi, ma che ha dato dimostrazione di volitività con sprazzi di bel gioco tali da alimentare le speranze di un assetto tattico più produttivo.

L’intermittenza di alcuni giocatori inibisce ancora il raggiungimento di uno standard più rassicurante. Ogni contesa è una sofferenza, un po’ perché diventa sempre problematico il recupero di uno svantaggio, un po’ perché appare quasi sempre a rischio il mantenimento di un vantaggio.

Il patema incombe su ogni prestazione in ragione di una discontinuità poco tranquillizzante. Con i greci si è visto qualcosa di più, ma occorre ben altro per affrontare con maggiore fiducia gli appuntamenti che verranno, soprattutto in campionato.

Il centrocampo fatica a fare filtro. Ne risente la difesa. Bakayoko, che gode fama di buon intenditore, ancora una volta ha fallito la sua prova, condizionando in negativo la manovra sul versante sinistra. Se Biglia, che appare in miglioramento, non è fiancheggiato da mediani più pronti a leggerne le intuizioni e a proteggerne le spinte, diventa difficile garantire quella incisività di cui la squadra ha bisogno per mantenere le giuste distanze nella compattezza tra reparto e reparto e per assicurare i dovuti rifornimenti in avanti, in assenza dei quali diventa comprensibile la frustrazione di Higuain.

Mostra, per fortuna, di voler uscire dalla opacità il buon Calhanoglu, che ha lasciato il segno nella sfida contro gli ateniesi. Gattuso confida molto sull’ascesa delle sue prestazioni. In attacco il maestro Pipita e l’allievo Cutrone promettono scintille.

Come non tenerne conto? Le lezioni del fuoriclasse sembrano funzionare sul baby bomber, voglioso di apprendere e di fare. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, visto che i due si sono proposti come salvatori della patria rossonera. Le ultime due gare hanno fatto segnare progressi. Bisogna farli lievitare, perché il Milan sia padrone della sua iniziativa nella richiesta continuità, qualità che è necessario riguadagnare con il sudore dei giocatori in campo, ma non con quello di una tifoseria in apprensione, stanca di soffrire sugli spalti o davanti ai teleschermi.

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