I capelli bianchi di Gattuso

Rino Gattuso durante un match del Milan

Gennaro Gattuso sta facendo i capelli bianchi. Li aveva neri da quando prese il Milan. Ne ha messi su di bianchi e gli si vedono sparsi sulla chioma. E’ evidente che l’allenatore del Milan ha avuto e ha di che pensare. Grattacapi non gliene mancano di certo. La squadra non funziona come vorrebbe. Sembra evolvere verso gli obiettivi stagionali nei cicli più positivi. Tende ad involvere nei cicli opposti, che vanno segnando un’alternanza sconcertante.

Oggi il ciclo è negativo: un solo punto in quattro partite. Ben si comprende la tensione di Gattuso, costretto per di più a reprimere i propri impeti, quando, da bordocampo, gli verrebbe da sbottare, come faceva prima dell’avvento del duo Leonardo – Maldini, per correggere e, a seconda dei casi, spronare i suoi. Subire arbitraggi palesemente ostili e non poterli mandare a quel paese rappresenta per Gattuso, ingessato nel proprio stesso self control, una sofferenza davvero da canizie.

Tutto sembra congiurare perché il mister imbianchi prima del previsto. Tuttavia, l’animo per fronteggiare le sorti più avverse non gli manca. Gli mancano, piuttosto, la coesione societaria e la solidarietà della squadra: l’una e l’altra poggiano sulle dichiarazioni di dirigenti e giocatori, ma, al di là della facciata, l’impressione è che manchi un’armonia operativa, che, da una parte, metta in totale sicurezza il tecnico e, dall’altra, lo rafforzi con i risultati. Vero è che Gattuso non ha rassicuranti garanzie societarie, come non riesce ad avere compiutamente e collegialmente le risposte più adeguate dai suoi calciatori.

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Sono note le frizioni di Gattuso con Leonardo. Meno noti sono i malumori di una parte dello spogliatoio, di cui lo scontro Biglia – Kessie è stato il segnale. Non solo. In campo affiorano divari di concentrazione e di volitività, che non compensano, né sorreggono il rendimento complessivo della formazione. Non c’è più il Milan visto e apprezzato con l’Atalanta. Non c’è quel Milan determinato nella sua coralità, che, quando è stato tale, ha portato a casa i migliori risultati.  

È, perciò, venuto il momento, che è decisivo, per rinvenire lo spirito giusto. Molto dipenderà dall’impegno che ogni componente societaria vorrà profondere in questo ultimo scorcio di stagione. Il determinante valore aggiunto dovrà esprimerlo l’allenatore, non più imberbe, né propriamente principiante, ma oramai forte di un’esperienza (da Milan) che sta diventando canuta. Anche per i tifosi.

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