Genova per noi (milanisti)

Con la Samp è fatta. Adesso il Milan aspetta il Genoa (recupero in programma mercoledì a San Siro). Parafrasando un po’ la ben nota canzone di Paolo Conte, Genova per noi, è possibile interpretare il titolo in chiave di buon auspicio a favore dei colori rossoneri.

Con la compagine blucerchiata, il Milan si è ritrovato intorno a Gattuso, che, con azzeccate varianti, ha organizzato al meglio lo schieramento in campo della squadra. La vincente rimonta di Higuain e compagni, che, dopo il vantaggio iniziale si erano trovati sotto di un problematico 1 a 2, ha esposto le potenzialità di una formazione, vogliosa di rimettere in sesto le sorti del match e determinata ad affermare, finalmente, una sua personalità.

Ma una domanda è d’obbligo: bisognava finire sull’orlo di un precipizio per rinvenire le risorse giuste per rialzarsi? Certo, sono affiorati i soliti errori difensivi, soprattutto nel primo tempo, ma la risposta corale, questa volta, si è rivelata promettente. Ora bisogna uscire dalla intermittenza dei risultati.

Dopo il Genoa, c’è la trasferta di Udine, mentre si profilano all’orizzonte Betis e Juventus. Ci vogliono coraggio e sangue freddo, soprattutto consapevolezza delle proprie qualità. I tre punti di domenica hanno dato ossigeno alla classifica. Gattuso ha riguadagnato fiducia, quando stava per perderla.

E’ il caso di considerare il bicchiere mezzo pieno della sua conduzione tecnica. Le incertezze che ne hanno accompagnato le prospettive dopo le amare sconfitte subite dall’Inter e dal Betis possono rappresentare, oggi, motivi di recupero della propria forza. Gattuso deve capire che la sua missione è legata agli obiettivi stagionali in funzione del risanamento finanziario della società.

Comprensibilmente, ogni passo falso determina apprensioni che vanno al di là dello stesso rendimento tecnico e agonistico. Bisogna trovare i ritmi giusti per rendere possibili i risultati richiesti. A quel punto, qualche battuta d’arresto ci potrebbe anche stare. L’importante è rimanere sempre in corsa, possibilmente in condizioni di sicurezza.

Il resto dovrà dirlo il mercato di gennaio, che dovrebbe portare quei rinforzi di cui hanno bisogno soprattutto difesa e centrocampo. Se i tre gol rifilati alla migliore difesa del campionato ribadiscono la necessità dell’accoppiata Higuain – Cutrone, i due gol subiti (nella negativa sequenza dei passivi in evidenza da ben quindici partite) descrivono la necessità di avveduti interventi di potenziamento delle linee di interdizione e di proposizione da dietro.

E’ innegabile che, su questi fronti, le pur inespresse ragioni di Gattuso sono tutt’altro che peregrine. Ma è altrettanto innegabile che a gennaio occorrerà arrivarci con gli obiettivi a portata di mano. Ecco che Genova per noi (milanisti) dovrà significare pieno rilancio. Dopo la Samp, sarà il Genoa a dare la misura della sostenibilità delle ambizioni milaniste. E chissà che un passettino alla volta, l’impresa non riesca, sugli auspicati slanci dei prossimi appuntamenti.

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