Come Mefistotele ha domato i Diavoli

Gonzalo Higuain ingabbiato da Perisic e Skriniar

Il Milan si è (inutilmente) dimenato nelle gabbie di Spalletti. L’allenatore nerazzurro ha dato fondo alla sua diabolica sapienza tattica per intrappolare la formazione di Gattuso in un efficiente sistema di interdizioni tale da vanificare – sorprendentemente per l’intero arco dei 90’ – le manovre rossonere.

E’ accaduto che al Milan è stata spuntata la sua arma migliore, la gestione della palla. Almeno due uomini si sono catapultati, con metodica applicazione, sulle fonti di gioco sin nell’area di Donnarumma, dando vita ad un pressing asfissiante, che ne ha rotto gli schemi, frustrando la buona volontà di Romagnoli e compagni. Gattuso non è riuscito ad imbastire contromisure adeguate che potessero dare un qualche respiro alle trame della sua squadra. 

Ha retto bene la difesa, fino al micidiale cross vincente di Vecino, quando già il Milan riteneva – colpevolmente – di avere raggranellato un pareggio, senza tenere conto che l’Inter è la squadra che ha segnato di più negli ultimi quarti d’ora. Allentata la tensione negli scampoli finali del match, il reparto arretrato si è incartato sulla iniziativa di Vecino e l’incornata risolutiva di Icardi, con lo scivolone di Romagnoli, che ha perso l’equilibrio nel momento cruciale, e con l’errato calcolo della traiettoria da parte di Donnarumma e Musacchio, così infilzati come due polli.

Con la sola eccezione di Kessie, a soffrire le gabbie nerazzurre sono stati i vari Biglia, Bonaventura, Calhanoglu, Suso e Higuain, rivelatisi incapaci di sfuggire alle tenaglie degli avversari. L’abilità di Spalletti e l’interpretazione (perfetta) che sul campo ne hanno dato i suoi uomini hanno aggravato, dall’altra parte, lo scollamento, apparso subito evidente, tra centrocampo e attacco.

Gattuso isola Higuain: scelte sbagliate per il tecnico rossonero

L’isolamento del Pipita, praticamente privo di rifornimenti, ha rappresentato una plastica dimostrazione, del resto non nuova, di come una potenza di fuoco come la sua sia stata assai scarsamente utilizzata. Higuain è stato lasciato alla mercé di una difesa di marcantoni che, in doppia e tripla marcatura, ha avuto gioco facile a bloccarne i movimenti.

Ma non è tutto. Quando i vari Bonaventura, Calhanoglu, Suso si sono trovati ai limiti dell’area, invece di cercare il Pipita, hanno preferito sparacchiare tiri all’indirizzo di Handanovic che non è propriamente un tipo da farsi impressionare da colpi lanciati dalla distanza. Per di più, va notato che sui calci piazzati non c’è stato schema – problema anche questo non nuovo – che abbia impensierito Skriniar e compagni.

Ancora una volta Gattuso è chiamato a rivedere qualcosa e, forse, più di qualcosa. Contro l’Inter ai suoi aveva chiesto coraggio, coraggio che non c’è stato. Ma – gli si chiede – si può avere coraggio con il perdurante isolamento di un centravanti del calibro del Pipita? Alla fin fine, è sembrato che il Milan si fosse ingabbiato da solo, agevolando la tattica mefistofelica di Spalletti. Il Diavolo che ha incatenato i Diavoli.

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