Che un Dudelange qualsiasi non metta più in difficoltà il Milan

Hakan Calhanoglu in azione durante Milan-Dudelange, partita di Europa League

Tra difese traballanti, il peggio tocca a quella più squinternata, la lussemburghese dei semiprofessionisti del Dudelange. Il Milan vince con un rotondo 5 a 2, ma, a dispetto del risultato, non convince. Mister Gattuso le sta tentando tutte per fronteggiare una situazione piuttosto precaria, dovuta ad assenze pesanti per coincidenti infortuni. Al netto di qualche abbaglio, i risultati danno ragione all’allenatore rossonero, che, pur nelle obiettive avversità, mantiene intatte le chance della sua squadra sia in campionato, sia in Europa League. C’era da attendersi qualcosina in più, ma qualche ostilità del destino ne ha condizionato le scelte.

La dea bendata gli ha fatto capolino proprio nella partita con il modesto Dudelange. Un po’ di compensazione era dovuta. Il gol di Cutrone e le due autoreti non sono state propriamente una campionatura di bel gioco, ma neanche di quella redditività che i riossoneri avrebbero dovuto perseguire con maggiore determinazione e concentrazione. Sull’1 a 0 la formazione di Gattuso, invece di affondare i colpi, si è data eccessi di tregua sino a subire lo svantaggio di un 1 a 2, che ha messo in apprensione lo stesso allenatore e tutto l’ambiente.

Se vogliamo, il Milan ha giocato in nove contro tredici, viste le sconcertanti prestazioni dell’ineffabile Bertolacci, sempre pronto a regalare palloni, e dell’inconsistente Halilovic, che, evidentemente privo di ogni stimolo, ha steccato l’opportunità, persino agevole, di guadagnare un po’ di spazio nel novero dei titolari. Solo sullo svantaggio, mister Gattuso è corso ai ripari, dando la quadra giusta alle sostituzioni. Per il resto, fortuna ha voluto che Calhanoglu ritrovasse la sua vena migliore per dare una qualche concretezza alle offensive dei suoi, offensive che, questa volta, hanno risentito della opacità del pur volenteroso Higuain. Il reparto arretrato, che giocoforza è stato ancora una volta reinventato alla bisogna, è un problema che incombe sul complessivo rendimento della squadra.

Il 5 a 2 suona arie di sollievo, ma non la carica che la tifoseria si aspettava a fronte di un impegno del tutto abbordabile come occasione di più credibile rigenerazione, quantomeno nella volitività dei protagonisti in campo, non sempre e non tutti allineati sull’esigenza di quella combattività, che, con il pregio della coralità, dovrebbe sopperire ad una congiuntura sfavorevole. Una congiuntura che dovrà trovare le soluzioni più adeguate nel mercato di gennaio, allorquando Leonardo e Maldini saranno chiamati – ed anzi lo sono sin d’ora – a rinvenire rinforzi in ogni reparto per alimentare la corsa della squadra verso obiettivi che si prospettano vitali per la società impegnata in una non facile opera di ricostruzione del proprio bilancio finanziario.

La parola d’ordine per Gattuso e i suoi è: resistere, resistere, resistere. Con la consapevolezza che il binomio Leonardo – Maldini saprà dar fondo alle proprie abilità per dare all’allenatore quegli elementi di cui ha bisogno perché un Dudelange qualsiasi non metta in ambasce una squadra che si chiama Milan.

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