A Milanello i mostri sacri spronano a “dare l’anima al Diavolo”

Leonardo e Paolo Maldini a Milanello

Sensazioni da pelle d’oca. Emozioni che restano nella memoria dei sentimenti. Pulsioni rigeneranti. Energia da turbo. Ieri, Milanello, dentro e fuori i cancelli del tempio milanista ha vissuto un pomeriggio di senso rinvigorente. I mostri sacri del MilanMaldini Leonardo, affiancando l’altro mostro sacro – perché no – che porta il nome di Gattuso, hanno incontrato la squadra per una prima presa di contatto destinata a corroborarne lo spirito attraverso le scosse della storia, cadenzata da quei trionfi che hanno portato le insegne rossonere a scalare l’Everest del calcio mondiale.

Leonardo e Maldini rievocano il dna milanista

È bastata la loro presenza per suscitare brividi lungo la schiena di calciatori e tifosi, che hanno reso palpabile la temperie delle loro percezioni. Al cospetto di quelle icone, la squadra ne ha ascoltato lo sprone in religioso silenzio, con il sottofondo sonoro degli slogan scanditi dalla tifoseria al di là delle inferriate. Se, in passato, c’è stato qualche strappo, le esperienze di questi giorni ne hanno annullato cause ed effetti con il ripristino di empatie che – in realtà – non si sono mai affievolite.

La coesione è premessa indispensabile alla buona sorte. E il fatto di averla ritrovata espone gli auspici sui versanti della fiducia e delle certezze, quantomeno dell’impegno leonino che i protagonisti sono chiamati a porre in campo, sulla scia degli esempi viventi che hanno avuto di fronte e sulla spinta di quel Cuor di leone che risponde al nome di Gennaro Gattuso

Non a caso, Leonardo Maldini, che impersonano i più alti ranghi calcistici, hanno rievocato – nelle loro parole – il dna milanista, come dire quella identità societaria e sportiva che campeggia nel blasone rossonero e che è nell’animo di quanti si riconoscono nei suoi esaltanti retaggi.

Il “dare l’anima al Diavolo” diventa il proposito ortodosso, in questo caso mai blasfemo, per le prospettive di paradiso che porta con sé. Diventa una vibrante quanto promettente preghiera sportiva, beneaugurante per festanti cortei di vittoria. Quelli degni dei mostri sacri che il Milan ha richiamato per prepararne i fasti.

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