A Leonardo, Maldini e Gattuso piacciono le ciliegie…

Il mondo milanista è col fiato sospeso. Il club fa sapere che il mercato in entrata è chiuso, ma indiscrezioni aprono spiragli all’impaziente attesa della tifoseria per un possibile colpo dell’ultima ora. Affiorano diverse ipotesi: Milinkovic-Savic, Rabiot, Baselli. La prima è accreditata dal Sole 24 Ore e ripresa dai quotidiani sportivi che non escludono le alternative, del resto non nuove nell’agenda di Leonardo.

Il centrocampo è già ben attrezzato, ma nelle speranze del direttore dell’area tecnica c’è senz’altro – e questa non è un’ipotesi – la voglia di mettere la classica ciliegina sulla torta rossonera. E, si sa, a Leonardo piacciono le ciliegie.

Maldini, poi, ne va ghiotto, per non parlare di Gattuso, che va matto per le torte, con la conferma della sua “pancetta”. Intendiamoci, non dovesse venire il colpo last-minute, non sarebbe neanche una pecca, rispetto alla già compiuta rivoluzione societaria, agli acquisti centrati in men che non si dica, alle cessioni già definite e da definire e alla complessiva quadratura del cerchio che è stata già assicurata alla squadra, e questo nel rispetto del difficilissimo equilibrio dei conti.

La rosa, così com’è, può già aspirare a migliorare la classifica dello scorso campionato, nella prospettiva mirata della Champions League. Ma, proprio per questo, acquisire altri elementi di certezza significherebbe alimentare la forza di una formazione, chiamata a competere con quelle compagini che, animate dalle stesse aspirazioni, non sono state certo a guardare.

Inter, Roma, Napoli, Lazio hanno buone ragioni per puntare alla scalata europea. Juve a parte, ma non tanto, perché tra le pieghe delle sommerse ansie milaniste c’è la spinta verso il massimo obiettivo.

Leonardo e Maldini hanno nel loro dna una cultura delle vittorie più esaltanti, ambizione del tutto legittima per uomini della loro caratura e per le insegne di un club di tanta storia nazionale ed internazionale. Il realismo – beninteso – non deve mai venire meno, anche questo risiede nella cultura della tifoseria rossonera. Ma contare sulla golosità dei nostri condottieri può far sognare. E sognare non è propriamente un peccato.

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